Mettersi in gioco non è mai semplice. Farlo dopo aver vissuto, perso e resistito lo è ancora meno.
Con “Non era un gioco”, Pasquale Salamone firma un esordio adulto, consapevole, lontano da ogni retorica.
Il brano nasce da un momento reale e doloroso: la malattia che irrompe nella vita di una coppia e costringe a rimettere tutto in prospettiva. Non una crisi passeggera, ma un evento che cambia il modo di contare i giorni, di misurare le parole, di abitare i silenzi.
Il titolo è una presa di posizione chiara. Non c’è spazio per l’effetto facile o per frasi ad effetto: c’è la scelta di restare. Di non scappare quando l’amore smette di essere un’idea romantica e diventa responsabilità quotidiana.
Musicalmente il brano si muove su un’atmosfera old style, con richiami agli anni ’70 e un’impronta quasi neomelodica. La musica accompagna le parole, senza sovrastarle, lasciando che sia la storia a guidare l’ascolto.
“Non era un gioco” segna l’inizio di un percorso: altri brani originali sono in lavorazione e un disco è previsto entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di costruire un’identità coerente e lontana dalle mode.
Cenni biografici
Pasquale Salamone, artista italiano di origini siciliane e pugliesi, nasce da padre agrigentino e madre pugliese. Cresce artisticamente ad Asti, in Piemonte, e da oltre tredici anni vive in Germania, dove ha costruito la sua famiglia. Padre di due figli, cantante e autore, unisce alla scrittura originale una lunga esperienza negli eventi live. La sua musica racconta solo ciò che ha realmente vissuto.

