Nel brano Maysa racconta quelle cose che restano tra due persone che si sono amate: è come un filo invisibile e sottilissimo, che nessuno può spezzare o frantumare. Nessuno può interferire con il ricordo che esiste tra loro.
In “Cose solo nostre” c’è la consapevolezza del cambiamento, di un rapporto ormai svanito, e la necessità di fare i conti con ciò che è stato. Maysa canta di “affogare nel mio bere” e di essere “obbligata a pagare le pene a mie spese”: quando si commette un errore, c’è sempre qualcosa da scontare.
Le parole dette, il caos di un rapporto instabile, le promesse non mantenute, i sogni diventati polvere – quei sogni che si sperava di realizzare insieme a quella persona, come nel verso “un giorno sognavo Parigi con te” – emergono con forza nel testo.
Questo progetto è stato scritto all’inizio del 2024, prima di “Carta straccia”, ma Maysa ha sentito l’esigenza emotiva di pubblicarlo solo dopo. Durante la scrittura, la seconda strofa è stata la parte più difficile da definire, finché non ha lasciato spazio al suo “parlato”: un modo di esprimersi che la rappresenta e che le permette di far uscire rabbia, tristezza e dolore.
“Cose solo nostre” è una ballad che entra in testa e ci resta a lungo.
Ancora una volta Maysa sceglie di non mettere a tacere le proprie emozioni: il brano è un vero e proprio “urlo”, un modo per buttare fuori tutto prima che le emozioni la soffochino. In questo progetto c’è la consapevolezza di un passato da lasciare alle spalle con un sorriso e una grande leggerezza d’animo: la maturità di chi ha intrapreso un autentico percorso di rinascita personale.
Sul canale Youtube dell’artista è presente il video-clip del brano.
